Ventose di vita

Ci sono giorni più pesanti di altri e non ne sai bene il perché. Non comprendi se dipenda dall’accumulo dell’uguale o da qualcosa d’impercettibile che è scattato senza che ne avessi coscienza, magari nel sonno, o in una piccolezza che ti sei dimenticato di fare.

Non capisci se a essere insostenibile sia l’ennesimo pensiero calibrato sulla purificazione delle superfici o l’abitudine bloccata, come il divieto di toccarsi la faccia. Non distingui se la gravità venga dai numeri sui giornali o dallo stravolgimento della percezione: guardi un film e provi stranezza nel vedere persone che siedono vicine, popolando luoghi affollati; ascolti la diretta facebook di un concerto e ti scopri a viverla al pari di un evento live in cui andresti fisicamente. In qualche modo il corpo ha introiettato che quello è il massimo limite consentito per le esperienze dal vivo. Ormai “live” significa contemporaneità della fruizione di un qualcosa che sta accadendo in qualche parte del mondo, ma che esclude la compresenza dei corpi. Mi chiedo che ne sarà del nostro concetto di “corpo” alla fine di tutto questo. 

Quindi è andata così: dopo lo stravolgimento dei sogni, quello della percezione. E non sai nemmeno se a mancarti sia “la vita di prima” o semplicemente un nuovo modo di intendere la vita. Questo modo, però, non è ancora disponibile e l’indisponibilità pesa.

In giornate del genere – di totale, vasta incapacità di comprendere – possono salvarti solo cose minuscole. Dettagli che fungono da piccole ventose per restare attaccati a un senso minimo, ma radicale, dell’esistenza.

Ieri, ad esempio, mi hanno salvata tre eventi. Un’amica danzatrice mi ha inviato il video del suo “assolo per mani al sole”. Poi è arrivato il racconto di un amico musicista: mi dice di aver trascorso due ore e mezza a creare due rumori di fondo. E a fine giornata, come un perdono, il campanile suona le dieci di sera, con la finestra aperta su un quasi mondo in una quasi estate.

Quanto? Quanto dev’essere più forte la vita per vibrare nelle misure infinitesime!

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