E domani?

Forse dovrei smetterla di riesumare. Però a volte trovo cose del passato che mi parlano del futuro. Proprio un anno fa scrivevo questa breve storia.

***

Sono entrambe dentro la vasca da bagno. Gambe nude, capelli raccolti una, frangetta irriverente l’altra: di quelle dritte come una lama e corte corte. Parlano del domani.

«Che mi dici di domani?»
«Domani… non lo so, domani voglio sognare meglio». Si toglie un pelo incarnito con la pinzetta. «E tu?»
La ragazza con la coda ci pensa un attimo. «Domani voglio camminare meglio. Sai, quei passi precisi, in cui ogni volta che poggi il piede a terra è perché lo vuoi». La ragazza batte il pugno sul bordo della vasca. «E poi vorrei lo sguardo alto, sì. Lo sguardo bello alto, fiero. Vorrei guardare il mondo perché lo voglio, non perché mi tocca e mi ci ritrovo per caso», si sciacqua la gamba dalla schiuma depilatoria. «Ma all’occorrenza, vorrei anche poter appoggiare la testa sul petto di qualcuno. Così, come una coccola».

Adesso la ragazza con la frangetta si alza in piedi, sempre nella vasca, si porta una mano sopra gli occhi, come una visiera, e finge di scrutare l’orizzonte. «Guarda lì» dice, «ci sono due che ballano».
«E come ballano?»
«Un po’ come hai detto tu. Testa alta, passi che vogliono esserci. Ogni tanto però si concedono una coccola».
«Ah».
«Che bello».
«Sì». La ragazza con la coda si fissa da vicino l’unghia dell’alluce sinistro. Poi osserva la pianta del piede. «Questo callo non se ne va via. Io gratto, gratto, ma niente».
«Vuole far parte dei tuoi passi anche lui».
«E adesso che cosa stanno facendo quei due?»
«Oh» dice la ragazza con la frangetta, con la voce un po’ dispiaciuta. «Adesso litigano. Forse lui le ha pestato un piede».
«No!»
«Lei si sta massaggiando le dita».
«Uff». La ragazza con la coda afferra la pietra pomice e inizia a raschiarsi il callo. «Ecco, così. Stavolta lo trovo il modo di mandarti via» gli giura.
«Lui la sta mandando via. Si è offeso» dice la ragazza con la frangetta, sempre stringendo gli occhi per guardare lontano.
«Forse lei gliene ha dette troppe».
«Sì, ma lui le ha pestato il piede».
«Sì, ma esiste sempre la gentilezza».
«Sì, ma c’è anche il corpo. E se il corpo fa male…»
«E quindi non stanno più ballando insieme?»
«Proprio no».
«Niente coccole?»
«Niente».

La ragazza con la frangetta torna a sedersi accanto all’amica. Le accarezza una ciocca di capelli. «Ci immergiamo?»
«Ci immergiamo!»
Prendono un respiro e vanno sott’acqua. La ragazza con la coda indica un corallo immaginario.

Dopo qualche decina di secondi, con un fragore di risa tornano in superficie, buttano fuori l’aria e si abbracciano.
«Ma quindi, che mi dici di domani?»
«Che voglio qualcuno con cui ballare, e trovare il modo di coccolarci anche se le sue scarpe fanno male e le mie parole pure».

***

Questa breve storia è ispirata a uno spettacolo teatrale visto a Buenos Aires: ¿Me decís mañana? (di César Brie con Vera Dalla Pasqua e Florencia Michalewicz Miérc)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...